Paolino Vitolo, consulente informatico, webmaster, ITC 	consultant, giornalista, scrittore.Evviva il festival
Pagina iniziale -> Articoli -> Articoli 2000 -> #
Benvenuti! Articoli Ricerca Racconti Fotografie Siti amici Scrivimi
Stampa
e-mail
e-mail
Condividi:  Facebook  Twitter  Delicious  OKnotizie  Segnalo  Technorati  Splinder

(IL MONITORE - febbraio 2000)

Quando, pochissimi mesi fa, fu chiesto al signor Lorenzo Cherubini da Cortona (Arezzo), in “arte” Iovanotti o Giovanotti (o come diavolo si fa chiamare), di devolvere i proventi di una sua esibizione canora (faccio fatica a usare la parola “concerto”, di uso corrente in questi casi) a favore dei profughi del Kosovo, egli rifiutò dicendo che l’ ”arte” (chiedo scusa per l’uso insistente, anche se virgolettato, di questa parola alquanto aliena al contesto), deve tenersi lontana dalla politica. Tanto di cappello! Affermazione sacrosanta: tanto è vero che tanti altri cantanti di successo si associarono al coro (è proprio il caso di dirlo!) e non si fece alcun concerto di beneficenza.
Considerato questo antefatto, la recentissima esibizione del suddetto signore al Festival di San Remo in un rap dedicato al presidente D’Alema per perorare la remissione dei debiti del Terzo Mondo, seguito per associazione di idee da un sincopato “Pater Noster”, ci stupisce per la sua impudenza. Quando si trattava di lavorare gratis per un’oretta, il signor Cherubini rifiutò; oggi che, profumatamente pagato, ha avuto a disposizione la ghiotta gonfiata platea multimediale di San Remo, ha pensato bene di farsi una bella pubblicità non gratuita, ma strapagata dal pubblico italiota. E c’è riuscito benissimo, visto che tutti i telegiornali giornali e giornaloni hanno letteralmente sprizzato simpatia verso il furbo cortonese.
Comunque, anche questo marginale episodio mi è servito a qualcosa: sono riuscito a capire finalmente una cosa che sinora trascendeva la mia comprensione: come fa un cantante che non sa cantare ad avere successo? Ma è semplice! La prima cosa è l’astuzia (e questa c’è in abbondanza) e poi un buon manager, una buona pubblicità e, soprattutto, lo sponsor giusto (e D’Alema, anche se inconsapevolmente, lo è diventato).
Per quanto riguarda infine i popoli del terzo mondo, – grazie tante! – i loro debiti vengono regolarmente rimessi, senza che lo chiedesse il signor Cherubini. E’ prassi comune e frequente, adottata per alcuni validi motivi, come ad esempio quello di non esasperare il problema dell’emigrazione. Anzi, noi altri del primo o del secondo mondo (non saprei dire a quale apparteniamo) i soldi non solo non ce li facciamo restituire, ma glieli regaliamo pure. Se no, come farebbero a comprare i nostri prodotti di consumo, e tutte le perline colorate e le chincaglierie che continuiamo a immettere nel mercato globale?


Tool per traduzioni di pagine web
By free-website-translation.com