Paolino Vitolo, consulente informatico, webmaster, ITC 	consultant, giornalista, scrittore.Promemoria
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Promemoria

(IL MONITORE - marzo 2006 - pubblicato col titolo: “Battaglia contro la menzogna”)

Le elezioni politiche sono alle porte e la lotta si fa sempre più accesa e, purtroppo, scorretta. Credo opportuno dare il mio piccolo contributo alla vittoria della Destra, che, se logica e verità avranno il sopravvento, sarà semplicemente immancabile. “Se logica e verità prevarranno”, appunto, ma non dimentichiamo che dobbiamo confrontarci con un avversario, la Sinistra, che ha fatto da sempre della menzogna la sua arma più pericolosa. Cinque anni fa, quando la Destra vinse le elezioni, un mio amico con convinzioni politiche opposte alle mie, previde con area funerea: “Adesso nella RAI Berlusconi non farà prigionieri”, volendo significare che il nuovo governo avrebbe eliminato tutti i dirigenti ed i politici dell’emittenza pubblica, per poi sostituirli con persone di sua fiducia. Dobbiamo dire a posteriori che l’evidenza dei fatti dimostra che non è stato esattamente così: non solo la televisione di Stato, ma anche le cosiddette reti private e persino i canali Fininvest (che fanno gridare allo scandalo i sinistri per il presunto conflitto di interessi) non sono certo teneri verso il governo della Destra. Non parliamo di RAI3, la cui faziosità è talmente lampante da sfiorare il ridicolo, ma anche RAI1 non scherza, se ha permesso ad un volgare cialtrone, ex cantate ormai fallito, di infangare con bugie tanto mostruose quanto grottesche l’operato del governo Berlusconi. Il tutto il sabato sera in prima serata, davanti ad almeno 12 milioni di spettatori, ed in più coadiuvato da una specie di comico toscano, emerso dalla mediocrità e dall’oblio, cui le sue qualità l’avrebbero condannato, solo grazie ad una fedele militanza tra i comunisti. Quindi, l’unico modo per combattere la battaglia della menzogna è quello di usare la verità con la stessa forza e - oserei dire - la stessa virulenza che usa l’avversario con la menzogna. Se faremo così avremo buon gioco, perché la verità ha almeno un vantaggio rispetto alla bugia: quello di essere vera! Non ci stanchiamo di ripetere agli amici, ai conoscenti, nei salotti e nei bar, nelle piazze, nelle strade, ogni volta che ne avremo occasione, i traguardi raggiunti da questo governo. Ne elenco solo alcuni perché è impossibile ricordarli tutti, se è vero, come è stato autorevolmente affermato sul più grande quotidiano nazionale che “questo governo ha fatto più riforme in 5 anni che tutti i governi precedenti in 50 anni”. Sono state diminuite le tasse IRPEF, è stata annullata la tassa sulle successioni e sulle donazioni, è stata compensata con opportune detrazioni la tassa sulla prima casa, fino ad azzerarla completamente. E’ stato realmente proibito il fumo nei luoghi pubblici e gli effetti sulla salute si stanno già vedendo. E’ stato introdotto il nuovo codice della strada, quello della patente a punti – per intenderci, e gli incidenti sono diminuiti. Sono state aumentate le pensioni minime al valore di 512 euro (un milione di vecchie lire). E’ stata riformata la scuola, che era ferma ai tempi biblici di Giovanni Gentile. E’ stato modificato l’ordinamento giudiziario, stabilendo che chi è stato assolto in primo grado non possa essere citato in appello per lo stesso reato (un po’ come avveniva già in America ed in altri paesi civili); in parole povere, un giudice, che per qualche motivo (politico, antipatia o torto personale) ha deciso di rovinare un poveraccio, ora non ha più la possibilità di farlo. E pensare che questa è una delle leggi che la propaganda sinistra aveva bollato come legge “ad personam”! E’ stato finalmente riformato l’ordinamento pensionistico, opera titanica che i vecchi governi di sinistra non avevano mai osato affrontare. Sono state iniziate ed in parte completate le grandi opere: la TAV, la Variante di valico dell’Appennino tosco-emiliano, il Mose di Venezia. E l’opera non è ovviamente terminata, ma continuerà nella prossima legislatura, se vinceremo e se non verranno i nemici del Paese a disfare quello che noi abbiamo fatto ed abbiamo iniziato.
A questo proposito, dopo la lettura del programma di Prodi, faticosamente partorito, c’è davvero poco da stare allegri. Chiacchiere e promesse generiche basate sul nulla, come l’aumento dei salari e la lotta “feroce” all’evasione fiscale, ma in compenso disaccordo su tutto, tranne che su un punto: far perdere Berlusconi. Ci sembra un po’ pochino, ma, del resto, che cosa possono avere in comune i componenti di un’accozzaglia, che vede la Margherita, ex sinistra DC, mischiata con i no global di un certo Caruso che loda i kamikaze, con PRC che ancora sogna l’esproprio proletario, e con un certo Vladimir Luxuria delle cui promesse preferiamo tacere?
Per tutto questo, amici, meditate e soprattutto non abbiate paura di dire, ripetere e ancora ripetere la verità.



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