Paolino Vitolo, consulente informatico, webmaster, ITC 	consultant, giornalista, scrittore.Atteggiamento pilatesco
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Atteggiamento pilatesco

(IL MONITORE - novembre 2006)

Alla ripresa delle trasmissioni dopo la pausa estiva, “Striscia la notizia”, telegiornale satirico di Canale 5, per ben tre serate consecutive ha dedicato il servizio di apertura ad un episodio di malasanità di casa nostra. Per non scontentare nessuno, il soggetto è stato prima il Nuovo Policlinico, e poi il Primo, quello di piazza Miraglia nei pressi di San Pietro a Maiella. Il copione è quasi sempre lo stesso: un finto paziente chiede di prenotare una visita o un’ecografia e, come è facile immaginare, si sente rispondere che la lista di attesa è di alcuni mesi, perché l’apparecchio per le ecografie è guasto dal mese di maggio! Poi compare nel primo caso un medico, che per 50 euro prescrive cure incredibili a un bambino che non esiste, mentre invece nel secondo caso il medico si rivela onesto, poiché dice di aver già denunciato con lettera raccomandata queste anomalie che non gli consentono di lavorare e che ha anche il coraggio di accompagnare il giornalista di “Striscia” dal Direttore. Quest’ultimo, con atteggiamento piuttosto pilatesco, scarica tutto sul Direttore Sanitario, che infine fugge, facendo perdere le sue tracce nei vicoli del centro storico. Al di là della sceneggiatura, buona purtroppo per farci deridere da quei telespettatori, che hanno la fortuna di vivere in un altro pianeta, dove queste situazioni sono semplicemente inconcepibili, “Striscia la notizia” ha avuto il merito di denunciare uno stato di cose che conosciamo benissimo e che dura da tempo immemorabile. A questo proposito ho anch’io da raccontare una vecchia storia, anch’essa tragicamente vera. Alcuni lustri fa il papà del sottoscritto, colpito da un grave male, fu ricoverato d’urgenza al Secondo Policlinico di Napoli, allora nuovo di zecca, per subire un difficile intervento chirurgico. Il primario che l’avrebbe operato, che manco a dirlo conoscevamo personalmente, era addirittura il direttore di quella particolare struttura del Policlinico. Passò un giorno, poi due, poi tre, passò una settimana senza che nessuno, neanche un infermiere, si facesse vivo. Dopo dieci giorni mi decisi a chiamare il luminare e gli chiesi stupito il motivo di un tale abbandono a fronte di un caso che egli stesso aveva definito urgente. Mi sentii rispondere con raddoppiato stupore: “Ma, ingegnere, quando il generale suo padre scelse di essere ricoverato in una struttura pubblica, pensavo che desiderasse fare una specie di campo militare (sic!). Se avete fretta, portatelo subito alla clinica privata XXX: lo opererò oggi stesso!”. Così facemmo e tutto andò bene, anche se i costi lievitarono enormemente, sia per la degenza nella lussuosa clinica, sia per l’intervento del luminare, comproprietario della clinica stessa. Ma, si sa, per la salute di una persona cara si fa questo ed altro.Oggi, come sappiamo benissimo, i sistemi per costringerci a ricorrere alle strutture private sono meno brutali, anche se nello specifico la storia dell’apparecchio rotto è semplicemente incredibile e ridicola. Ma ci assoggettiamo volentieri a questo stato di cose, tanto, a differenza del mio povero papà, ci pensa la Regione a pagare profumatamente le strutture private, che, come poi si scopre, appartengono come al solito agli amici degli amici… Ma da dove vengono i soldi della Regione? Certo non nascono dal nulla e, gira gira, è sempre il cittadino a pagare. Quindi non abbiamo il diritto di lamentarci per le tasse ed in particolare per le addizionali regionali, che sono le più alte d’Italia, a fronte, purtroppo, di un servizio sanitario che sta diventando un soggetto di colore locale, come la pizza, il mandolino, la camorra e ‘o sole mio. Prendiamo esempio dal medico onesto del Primo Policlinico: i comportamenti disonesti, le situazioni palesemente anomale vanno denunciate. C’è la Procura della Repubblica per questo. La sanità in Campania funziona male da tempo immemorabile: dovevamo proprio aspettare i signori di Canale 5 di Milano per darci una scossa salutare? E l’Assessore regionale alla sanità, che va a Roma a litigare col Governo per farci abbassare la tasse, perché non approfitta di questa scossa per intervenire pesantemente sul marciume che conosce benissimo? Che lo faccia senza esitazione e senza pietà per nessuno, se può permetterselo. Noi non possiamo che augurargli buon lavoro, con tutto il cuore!

Paolino Vitolo



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